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Famiglia
  10 set 2020

Giochiamo insieme?

I videogiochi possono aiutarci ad imparare tanto di noi e aiutarci a sviluppare qualcuna di quelle competenze che ci serviranno per la vita. In questo articolo vedremo perché è importante giocare in compagnia.

Giochiamo insieme?

Una volta controllati i contenuti e i tempi di fruizione, i videogiochi possono aiutarci ad imparare tanto di noi e aiutarci a sviluppare qualcuna di quelle competenze che ci serviranno per la vita.
Possiamo giocare insieme in presenza, oppure online con i nostri amici in un gruppo chiuso o all’interno di una community.
Che cosa vuol dire “giocare insieme”? Si può collaborare per poter raggiungere un obiettivo comune, oppure per raggiungere un obiettivo meglio o prima, ma anche per aiutare e sostenere i compagni di gioco.


In generale, con i videogiochi si impara giocando, grazie all’ambiente di gioco, alla collaborazione diretta con gli altri giocatori, al supporto di giocatori esperti presenti fisicamente o tramite chat. Si impara a ragionare in modo sistemico, considerando la situazione nel suo insieme, da più punti di vista. Si impara a usare il pensiero laterale, a esplorare, ad assumere dei rischi, a rivedere e riadattare soluzioni e obiettivi (Gee, 2004; 2005). 
Attraverso l’interazione con gli altri durante il gioco si impara a considerare il punto di vista e le emozioni degli altri, a comunicare, a osservare e ascoltare, a collaborare, a mediare, esercitiamo l’empatia, ma al contempo si ha accesso alla conoscenza distribuita all’interno del gruppo, sempre superiore a quella del singolo, si coltiva quindi un atteggiamento oggi tanto prezioso nel mondo del lavoro, quello del “fare squadra”. 
Spesso il team si crea in funzione di un obiettivo o della passione per un gioco, in questo modo si impara a interagire con persone di tutte le estrazioni e provenienze e si capisce che in ogni team ognuno ha delle skill particolari: ciascuno deve saper fare la sua parte al meglio, ma deve anche conoscere i ruoli e le capacità dei compagni per potersi coordinare con loro.


La ricerca internazionale ha dimostrato che le persone che fanno giochi prosociali hanno più comportamenti e tratti prosociali e fanno meno ragionamenti aggressivi, come ad esempio approvare l’aggressione o spiegare gli eventi in modo ostile. Questi giochi aumentano i comportamenti di aiuto nell’immediato e predicono i comportamenti prosociali anche a distanza di 4 mesi (Gentile, Anderson et al., 2009).
Come cita il titolo di un recente articolo scientifico, «There's no “I” in team»: i videogiochi cooperativi potenziano la coesione del team e la fiducia nella reciproca collaborazione (Greitemeyer & Cox, 2013). Giocare in modo cooperativo predice l’aumento di comportamenti cooperativi e una maggior fiducia nei compagni di gioco (Crouse Waddell & Peng, 2014); anche gli exergame cooperativi aumentano la motivazione, potenziano l’autoefficacia e i comportamenti prosociali (Marker & Staiano, 2015).


Insomma, le modalità di gioco cooperative aumentano i comportamenti cooperativi, indipendentemente dal contenuto del gioco (Ewoldsen, Eno, Okdie, Velez, & Guadagno, 2012), ma la cattiva notizia per i ragazzi è che anche un’ora sola di videogioco collaborativo aumenta la coesione nel gruppo, la percezione di vicinanza, l’unione in funzione dell’obiettivo (Anderson & Hilton, 2015), quindi questa non è una scusa per passare ore alla console di gioco!

Autore
Manuela Cantoia
Manuela Cantoia

Docente di Psicologia Cognitiva Applicata

La ricerca internazionale ha dimostrato che le persone che fanno giochi prosociali hanno più comportamenti e tratti prosociali, e fanno meno ragionamenti aggressivi.